In Italia Internet è sempre un gradino sotto (a volte anche di più) rispetto agli Stati Uniti. Spesso lo è anche rispetto ad altre nazioni europee come Inghilterra , Francia, Spagna e Germania. Siamo indietro in innovazione tecnologica, il fatturato del commercio elettronico italiano è ancora troppo basso, gli investimenti pubblicitari su internet ricoprono una fetta ancora marginale del budget delle aziende. Potrei snocciolare numeri su diversi aspetti in cui l’internet Italiano è molto indietro rispetto alle altre nazioni. Purtroppo in Italia ancora troppe persone non usano internet e una parte di chi lo usa lo fa con timore e senza conoscere le reali potenzialità del mezzo. Praticamente oltre la metà degli italiani non va ancora on line.
Per cercare di incentivare l’uso di internet a settembre partirà in Italia un megaprogetto chiamato “Codice Internet”. Lo scopo è diffondere la consapevolezza che il web è uno strumento utile, divertente, facile e pratico per migliorare la qualità della propria vita.
L’iniziativa è partita da Marco Montemagno e Marco Masieri ideatori di blogosfere. L’iniziativa partirà da Milano e sarà in tour per l’Italia passando per piazze, scuole, fiere ed eventi. Uno delle strategie del progetto è beneficiare di un community di fedelissimi per propagare “Codice Internet” in ogni angolo del nostro paese. Insomma veramente una ottima e utile iniziativa.
Sicuramente una buona riuscita di “Codice Internet” incrementerà il commercio elettronico, gli investimenti pubblicitari e la crescita tecnologica del nostro paese.
Secondo me ce un altro aspetto che va considerato. La maggior parte dei siti che navighiamo non sono italiani. Salvo i piccoli siti, qualche portale, i blog, i quotidiani e poche altre eccezioni i grandi portali web non sono di proprietà Italiana. Se pensate a Google o Yahoo, a Myspace o Facebook, a Youtube o Expedia, a Viamichelin o Ebay, a Wikipedia o Msn sono tutti grandi portali stranieri in cima alle classifiche italiane. Molti sono siti americani leader in diverse nazioni. Non voglio dire che è sbagliato. Anzi è proprio questo il bello del web. Un canale globale di informazione e commercio. Quello che mi spaventa e che l’Italia non riesce a trovare dei siti o progetti che riescono a fare i leoni in giro per il mondo. Ci sono sicuramente aziende italiane posizionate in altri mercati. Tiscali è sicuramente una di queste. Ma non abbiamo un colosso internazionale vero. In altri mercati abbiamo la Fiat, ci sono diversi marchi di abbigliamento come Armani o Dolce e Gabbana, abbiamo aziende importanti nell’alimentazione. Su internet siamo molto indietro.
Dopo “Codice Internet” si potrebbe promuovere una iniziativa per incentivare la crescita di aziende web di proprietà Italiana.
sabato 26 luglio 2008
Andiamo oltre "Codice Internet".
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