sabato 26 luglio 2008

Andiamo oltre "Codice Internet".

In Italia Internet è sempre un gradino sotto (a volte anche di più) rispetto agli Stati Uniti. Spesso lo è anche rispetto ad altre nazioni europee come Inghilterra , Francia, Spagna e Germania. Siamo indietro in innovazione tecnologica, il fatturato del commercio elettronico italiano è ancora troppo basso, gli investimenti pubblicitari su internet ricoprono una fetta ancora marginale del budget delle aziende. Potrei snocciolare numeri su diversi aspetti in cui l’internet Italiano è molto indietro rispetto alle altre nazioni. Purtroppo in Italia ancora troppe persone non usano internet e una parte di chi lo usa lo fa con timore e senza conoscere le reali potenzialità del mezzo. Praticamente oltre la metà degli italiani non va ancora on line.

Per cercare di incentivare l’uso di internet a settembre partirà in Italia un megaprogetto chiamato “Codice Internet”. Lo scopo è diffondere la consapevolezza che il web è uno strumento utile, divertente, facile e pratico per migliorare la qualità della propria vita.
L’iniziativa è partita da Marco Montemagno e Marco Masieri ideatori di blogosfere. L’iniziativa partirà da Milano e sarà in tour per l’Italia passando per piazze, scuole, fiere ed eventi. Uno delle strategie del progetto è beneficiare di un community di fedelissimi per propagare “Codice Internet” in ogni angolo del nostro paese. Insomma veramente una ottima e utile iniziativa.
Sicuramente una buona riuscita di “Codice Internet” incrementerà il commercio elettronico, gli investimenti pubblicitari e la crescita tecnologica del nostro paese.

Secondo me ce un altro aspetto che va considerato. La maggior parte dei siti che navighiamo non sono italiani. Salvo i piccoli siti, qualche portale, i blog, i quotidiani e poche altre eccezioni i grandi portali web non sono di proprietà Italiana. Se pensate a Google o Yahoo, a Myspace o Facebook, a Youtube o Expedia, a Viamichelin o Ebay, a Wikipedia o Msn sono tutti grandi portali stranieri in cima alle classifiche italiane. Molti sono siti americani leader in diverse nazioni. Non voglio dire che è sbagliato. Anzi è proprio questo il bello del web. Un canale globale di informazione e commercio. Quello che mi spaventa e che l’Italia non riesce a trovare dei siti o progetti che riescono a fare i leoni in giro per il mondo. Ci sono sicuramente aziende italiane posizionate in altri mercati. Tiscali è sicuramente una di queste. Ma non abbiamo un colosso internazionale vero. In altri mercati abbiamo la Fiat, ci sono diversi marchi di abbigliamento come Armani o Dolce e Gabbana, abbiamo aziende importanti nell’alimentazione. Su internet siamo molto indietro.

Dopo “Codice Internet” si potrebbe promuovere una iniziativa per incentivare la crescita di aziende web di proprietà Italiana.