lunedì 30 giugno 2008

Reinclusione di un sito su google.

Se avete un sito bannato , o state pensando di comprare un sito che ha uno storico non proprio perfetto ma un nome adatto al vostro business, non preoccupatevi: la reinclusione di un sito su google funziona.



La prima cosa da fare è pubblicare il sito sul dominio da reincludere. Analizzare bene il sito, l'impostazione delle pagine, i links, la struttura web e tutte le altre impostazione. Cercate di seguire le linee guida riportate da google nei tools per webmaster.

Quando siete sicuri che il sito rispetta tutte le linee guida potete andare su http://www.google.it/support/webmasters/bin/answer.py?answer=35843 e iniziare la procedura. In un modulo dovrete spiegare il motivo per il quale chiedete la reinclusione e perchè il sito e stato bannato. Siate sinceri. Spiegate per filo e per segno quali sono stati i problemi e cosa è veramente cambiato.

Finita la procedura di reinclusione è il momento dell’attesa paziente e del continuo monitoraggio. Per vedere lo stato del sito basta seguire gli strumenti a disposizione nel centro webmaster di google.

Aspettando che il sito venga reincluso non pubblicate nessun contenuto o se proprio dovete pubblicate solo l’essenziale. Se non volete perder tempo, fate un po’ di marketing, trovate qualche bella collaborazione in grado di portarvi qualche link al sito.

Pianificate bene gli step da seguire dopo la reinclusione in modo che quando avviene siete pronti a partire con il piede giusto. Se avete fatto un cambio di dominio, controllate attentamente se è rimasto in qualche angolo sperduto il vecchio nome. Potete mantenere il traffico del vecchi sito tramite le procedure di redirect sicure e semplici da seguire.

Quando siete stremati dall’attesa e state pensando al peggio il sito verrà reincluso. Quella sarà una gran bella giornata. Dopo i giusti festeggiamenti bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare per creare un buon prodotto e iniziare a fare traffico.

martedì 24 giugno 2008

Il marketing alla portata di tutti.

Marketing letteralmente significa “piazzare sul mercato”. Diverse sono le definizioni possibili che gli vengono attribuite. Ne riporto di seguito due:
Russell Winer: « Marketing: l'insieme delle attività che mirano a influenzare una scelta del consumatore o cliente. »
William Pride e O.C. Ferrel « Marketing: processo di produzione, promozione, distribuzione (punto vendita) e prezzaggio di beni, servizi o idee al fine di porre relazione soddisfacenti con il cliente in un ambiente dinamico. »

Ogni giorno ci capita di fare marketing in operazioni banali. Molto più frequentemente ci capita di subire il marketing fatto da aziende o da altre persone. Il marketing lo troviamo nelle pubblicità per strada, nella scelta del ristorante, tra i tanti prodotti nelle corsie del supermercato. Spesso subiamo il marketing delle aziende, inermi, senza accorgercene.

Con internet il marketing è cambiato. Grazie al web ci sono numerosi nuovi modi per fare marketing. Tutto è più facile e può essere, salvo alcune eccezioni, alla portata di tutti.
Fare una ricerca di mercato, capire la miglior politica di prezzo o promuovere prodotti e servizi sono operazioni che possono fare tutte le persone dotate di un filo di logica.

Gran parte di quello che noi facciamo nel mondo offline ha una traccia nitida sul web. E’ semplice capire quale è il profumo più cercato, o il cellulare più acquistato basta vedere la percentuale di ricerche che due o più prodotti hanno generato nei motori di ricerca. Moltissime persone prima di acquistare offline cercano su internet. Possiamo sapere anche quali sono i pregi o i difetti di due cellulari a confronto grazie alle numerose recensioni lasciate dagli utenti. Facendo una ricerca veloce si riesce a capire il prezzo più alto e quello più basso di un frigo o di un televisore.

Oggi un ristoratore smaliziato con una buona dose di conoscenza del web riuscirebbe ad incrementare notevolmente il fatturato del suo ristorante (ovviamente alla base ci deve essere un buon ristorante). Se una famiglia con casa in Sardegna vuole affittare il proprio appartamento per due mesi estivi, grazie ad internet, riuscirebbe a farlo molto più agevolmente. Serve sicuramente un po’ di tempo e una discreta conoscenza di internet.

Con internet il marketing è alla portata di tutti. Conoscere internet è fondamentale per il business e non solo.

sabato 14 giugno 2008

Profilare il curriculum per l’azienda.

Il 2008 è iniziato all’insegna dei colloqui. Prima un programmatore, poi un responsabile seo, poi un account editoriale e ancora un responsabile editoriale e comunicazione. Queste sono le figure che abbiamo cercato per Paesionline nei primi mesi del 2008. Per reperire i curriculum abbiamo pubblicato vari annunci online e offline, usato liste e data base e consultato community come linkedin.

Come di consueto sono arrivate valanghe di curriculum di ogni genere. Leggendo i vari profili sono emersi i cv attinenti all’annuncio, i cv non attinenti e quelli in mezzo (per limitare la cosa a tre blocchi). Anche se conosco poco il “recruitment” e tutte la materia collegata e non sono molto ferrato nella stesura di un curriculum vitae ho capito nella mia limitata esperienza una cosa importante: se ad un candidato interessa l’annuncio di lavoro dovrebbe profilare il suo curriculum per l’azienda a cui lo manda.

Sicuramente per una persona che cerca lavoro profilare il proprio cv per ogni azienda è un’attività abbastanza impegnativa. Magari è opportuno farlo solo per alcune, per quelle più ambite. Ma se si vuole puntare ad avere un colloquio e far valere le proprie competenze a pieno può risultare decisivo. Di base ci deve essere la preparazione. Si deve avere comunque un buon bagaglio culturale, professionale e in alcuni casi esperienza per dare sostanza al curriculum. Ma alla fine serve un pizzico di creatività per rendere un cv accattivante per una determinata azienda.

Faccio un esempio. Due aziende cercano la stessa figura: un responsabile editoriale per la gestione dei loro siti web. L’azienda A lavora nel campo sportivo, l’azienda B in quello turistico.
Un giornalista che potenzialmente può ricoprire quel ruolo, in genere, prende il suo cv e lo spedisce ad entrambe le aziende. Ma se quella posizione è veramente interessante e le due aziende sono ambite e solide è opportuno aprire il curriculum e profilarlo per entrambe. Come farlo? Tutta questione di creatività e logica. Intanto considerare il settore. Per una azienda che produce informazione turistica può essere importante che il candidato abbia viaggiato molto. Quindi ampio spazio hai viaggi. Nell’altro caso può dare un peso maggiore al cv avere dei trascorsi sportivi. Nei paragrafi esperienze lavorative o formazione si possono marcare o approfondire maggiormente dettagli che possono interessare l’azienda: corsi di lingua se sono multinazionali, conoscenze tecniche di internet o esperienze lavorative molto attinenti all’annuncio. Può essere utile inserire partecipazione a forum, community o blog che parlano di turismo o di sport.
Bisogna analizzare l’azienda, capire cosa fa e intuire quello che cerca. Quindi essere in grado di far emergere il profilo giusto dal nostro cv.
In questo modo il colloquio è quasi assicurato.

Ho voluto scrivere questo post perché spesso mi sono accorto che persone con un curriculm molto scarno e superficiale si sono rivelate molto interessanti e profilate nei colloqui. Quelle persone solo per pochi punti sono rientrati nella “cartella colloqui”.

lunedì 9 giugno 2008

Blackberry e roaming internazionale.

Avere un blackberry con contratto di traffico aziendale può essere vantaggioso ma bisogna stare attenti ad alcune circostanze. Alcuni tipi di contratto prevedono una tariffa che include le telefonate, i messaggi e il traffico fatto nel territorio nazionale. Se con lo stesso telefono e lo stesso contratto si fanno chiamate o si genera traffico internet (connessione a siti web o invio e ricezione di posta elettronica) in una città europea come Madrid ci sono dei pesanti costi aggiuntivi. Fino a qui la cosa è semplice e ben nota e i costi anche se abbastanza alti sono abbordabili.
Una cosa che forse è poco nota è il traffico inesistente che il blackberry genera e che Tim si fa pagare a caro prezzo. Il blackberry è uno Smartphone utilissimo per scaricare la posta elettronica sul telefonino. Questo tipo di telefono ogni 15 minuti si collega ad internet per verificare la presenza su un determinato server di messaggi di posta elettronica. Anche se l’utente che usa il telefono non ha abilitato la casella di posta sul telefono (per farlo ce una procedura da seguire) in automatico ogni 15 minuti avviene una connessione al server. Anche in questo caso finché si è dentro una determinata fascia territoriale (Fascia Euro) le connessioni rientrano nel pacchetto contrattuale. Uscendo dal territorio europeo e usando il telefono per esempio a New York bisogna assolutamente disabilitare la funzionalità roaming del telefono.
Lasciando connettere il telefono ogni 15 minuti su linee internazionale (con il roaming attivo) si possono spendere settimanalmente anche 3000 euro.
Se avete un blackbarry prima di uscire dall’Italia controllate bene sia i piani tariffari sia il tipo di contratto.