mercoledì 31 dicembre 2008
venerdì 24 ottobre 2008
Lampedusa: una meravigliosa Isola Italiana
I numerosi sbarchi dei clandestini a Lampedusa stanno rovinando l’immagine di questa bellissima isola italiana. Il nostro avamposto verso l’africa. Se andiamo avanti cosi, Lampedusa diventerà, nell’immaginario collettivo, una località dove approdano migliaia di clandestini ogni anno. Un pezzo di terra tra l’Italia e l’Africa adibito a porto-ponte per i clandestini.
Pochi pensano a Lampedusa come un isola turistica tra le più belle in Italia. Ci sono stato nel 2005 in pieno boom immigrazione. Posso dire che, salvo in aeroporto, dove ce il centro di accoglienza per gli immigrati, sull’isola non si ha assolutamente percezione di questo problema.
L’isola è bellissima, non è molto grande, circa 20 km di superficie. Il centro abitato assomiglia alle città africane e si trova sul porto. Durante il giorno e discretamente animato ma la sera d’estate si popola di bancarelle e i bar e le gelaterie diventano ottimi luoghi ti ritrovo.
Le spiagge sono diverse e tutte molto caratteristiche. La più bella è la spiaggia dei conigli di fronte all’isola dei conigli. Si divide in due piccoli golfi: una parte con spiaggia bianca finissima che ricorda posti come le Maldive, l’altra parte fatta di scogli piatti comodi anche per prendere il sole.
Per i divertimenti, oltre al centro abitato, dove ci sono pub e altri piccoli locali, consiglio la discoteca adiacente la spiaggia della Guitgia e la discoteca sulla strada che porta all’isola dei conigli.
Per muoversi nelle stradine dell’isola si possono affittare a buon prezzo scooter e macchine. Ci sono anche le tipiche gip aperte un po scomode da guidare ma molto divertenti.
Gli isolani sono molto ospitali. Sono circa 6000 abitanti ma d’estate l’isola e piena di turisti italiani e non solo. Si trovano turisti di tutte le età. Sono molti i giovani sia in coppia che in comitiva.
Insomma, Lampedusa è soprattutto una meravigliosa isola Italiana dove vale la pena passarci.
lunedì 15 settembre 2008
Il nuovo turista Italiano.
Benessere e città d’arte, agriturismi e vacanze eco-sostenibili, soggiorni faidaté e formule all inclusive. L’estate 2008 disegna il profilo di un nuovo turista, più sensibile al patrimonio nazionale, che privilegia soggiorni brevi e vacanze prenotate all’ultimo minuto, e Paesionline si conferma il riferimento essenziale nel panorama dell’online travel.
A conferma di quanto pronosticato all’inizio della stagione, l’estate 2008 chiude con un bilancio di segno meno su diversi segmenti del mercato, dai servizi al turismo all’industria dell’ospitalità, ma traccia al tempo stesso un nuovo profilo di turista, che trova in Paesionline uno strumento essenziale sia per il viaggiatore indipendente che cerca informazioni utili ad organizzare il viaggio che per la prenotazione diretta di strutture ricettive e servizi turistici.
Grazie alla proposta completa di destinazioni recensite, dai borghi più belli d’Italia alle top destinations internazionali, dalle località termali ai percorsi inediti all’insegna del turismo sostenibile Paesionline ha infatti registrato nei mesi che vanno da aprile ad agosto 10.864.829 visite con 70.000.000 di pagine visualizzate.
Le vacanze eco-sostenibili si rivelano tra le scelte predilette per chi vuole rilassarsi spendendo meno, preferendo, magari, alle destinazioni più blasonate, località rurali e meno conosciute. Nella stessa direzione va la scelta del soggiorno, che registra una preferenza per la sistemazione in campeggio e agriturismo a svantaggio delle strutture alberghiere di categoria elevata.
Quella del turismo eco-sostenibile è in generale una tendenza che si è andata consolidando già negli ultimi anni, proponendo ai viaggiatori italiani e stranieri vacanze alternative agli itinerari tradizionali, con l’obiettivo di alimentare un approccio etico al patrimonio naturalistico e storico-artistico del Bel Paese.
L’evoluzione del mercato del tempo libero, ha portato quindi il turismo a rafforzare maggiormente il suo legame con l’ambiente, aumentando la qualità e l’ampiezza dell’offerta con percorsi dedicati alla natura, o affiancando al prodotto classico la possibilità di praticare attività all’aria aperta, con un’attenzione particolare per la gastronomia locale e per il biologico.
Le spiagge e le località di mare restano comunque al primo posto tra le mete prescelte, Sardegna, Sicilia, Calabria, Puglia e la Riviera Adriatica fra le più affollate, anche se per il soggiorno si preferiscono spesso le località limitrofe ai principali centri balneari. A fronte del caro-spiaggia gli italiani cambiano quindi il modo di organizzare le proprie vacanze, e al soggiorno di una o due settimane preferiscono il week end e la vacanza prenotata all’ultimo minuto.
In considerevole aumento gli amanti della montagna, ampio consenso agli itinerari di cicloturismo proposti dal Friuli Venezia Giulia, in particolare nelle zone di Tarvisio e della Carnia. Anche il Trentino si conferma un’importante punto di riferimento del turista d’alta quota, grazie all’offerta di percorsi che uniscono alla tipica ospitalità e accoglienza un circuito di hotel wellness e centri termali e la possibilità di praticare attività all’aperto per tutta la famiglia.
giovedì 28 agosto 2008
Porto Rotondo e Costa Smeralda.
Tra i paradisi che l’Italia offre ai turisti c’è sicuramente la Costa Smeralda. A detta di molti il mare della Sardegna non ha concorrenti nel mondo. I Caraibi, gli atolli delle Maldive, la barriera corallina e altri posti nel mondo non riescono ad affascinare cosi tanto come il mare della Sardegna. Se consideriamo che la Costa Smeralda è il fiore all’occhiello della Sardegna, possiamo tranquillamente dire che abbiamo nel nostro paese un angolo di paradiso.
Quest’anno per l’ennesima volta non ho resistito e ho trascorso una settimana delle mie sospirate ferie in Sardegna. Questa volta ho scelto Porto Rotondo. Come al solito ho passato giorni fantastici all’insegna del mare, del relax, dello sport e del divertimento. In questa bellissima località sarda si possono trovare tutte queste cose. Il mare splendido delle numerose calette e spiagge. Il relax del piccolo paesino silenzioso e dai ritmi lenti. Lo sport da praticare in acqua, nei campi da tennis o calcetto, oppure correndo in giro per le magnifiche stradine del paese. Ed infine il divertimento della sera, dove tutto si trasforma, tra aperitivi e discoteche.
Voglio lasciare alcuni consigli per chi vorrà trascorrere le proprie vacanze in questa località:
- Per il mare consiglio due spiagge vicine e molto carine e attrezzate: La spiaggia bianca di Golfo Aranci e la spiaggia del Golfo di Marinella.
- Per mangiare fuori consiglio di scegliere una sera l’agriturismo Monti Biancu a Cugnanaverde dove si mangia cucina tipica sarda dal “porceddu” ai vari dolci, e una sera il Ristorante La Briciola a Liscia di Vacca.
- Per la discoteca assolutamente il Country di Porto Rotondo ma se volete trovare altre soluzione potete recarvi al Tartarughino, punto di ritrovo serale di giovani e pr.
Anche quest’anno ho avuto conferma che una delle cose più importanti per divertirsi e star bene in vacanza è la buona compagnia. Grazie Ragazzi.
sabato 26 luglio 2008
Andiamo oltre "Codice Internet".
In Italia Internet è sempre un gradino sotto (a volte anche di più) rispetto agli Stati Uniti. Spesso lo è anche rispetto ad altre nazioni europee come Inghilterra , Francia, Spagna e Germania. Siamo indietro in innovazione tecnologica, il fatturato del commercio elettronico italiano è ancora troppo basso, gli investimenti pubblicitari su internet ricoprono una fetta ancora marginale del budget delle aziende. Potrei snocciolare numeri su diversi aspetti in cui l’internet Italiano è molto indietro rispetto alle altre nazioni. Purtroppo in Italia ancora troppe persone non usano internet e una parte di chi lo usa lo fa con timore e senza conoscere le reali potenzialità del mezzo. Praticamente oltre la metà degli italiani non va ancora on line.
Per cercare di incentivare l’uso di internet a settembre partirà in Italia un megaprogetto chiamato “Codice Internet”. Lo scopo è diffondere la consapevolezza che il web è uno strumento utile, divertente, facile e pratico per migliorare la qualità della propria vita.
L’iniziativa è partita da Marco Montemagno e Marco Masieri ideatori di blogosfere. L’iniziativa partirà da Milano e sarà in tour per l’Italia passando per piazze, scuole, fiere ed eventi. Uno delle strategie del progetto è beneficiare di un community di fedelissimi per propagare “Codice Internet” in ogni angolo del nostro paese. Insomma veramente una ottima e utile iniziativa.
Sicuramente una buona riuscita di “Codice Internet” incrementerà il commercio elettronico, gli investimenti pubblicitari e la crescita tecnologica del nostro paese.
Secondo me ce un altro aspetto che va considerato. La maggior parte dei siti che navighiamo non sono italiani. Salvo i piccoli siti, qualche portale, i blog, i quotidiani e poche altre eccezioni i grandi portali web non sono di proprietà Italiana. Se pensate a Google o Yahoo, a Myspace o Facebook, a Youtube o Expedia, a Viamichelin o Ebay, a Wikipedia o Msn sono tutti grandi portali stranieri in cima alle classifiche italiane. Molti sono siti americani leader in diverse nazioni. Non voglio dire che è sbagliato. Anzi è proprio questo il bello del web. Un canale globale di informazione e commercio. Quello che mi spaventa e che l’Italia non riesce a trovare dei siti o progetti che riescono a fare i leoni in giro per il mondo. Ci sono sicuramente aziende italiane posizionate in altri mercati. Tiscali è sicuramente una di queste. Ma non abbiamo un colosso internazionale vero. In altri mercati abbiamo la Fiat, ci sono diversi marchi di abbigliamento come Armani o Dolce e Gabbana, abbiamo aziende importanti nell’alimentazione. Su internet siamo molto indietro.
Dopo “Codice Internet” si potrebbe promuovere una iniziativa per incentivare la crescita di aziende web di proprietà Italiana.
lunedì 30 giugno 2008
Reinclusione di un sito su google.
Se avete un sito bannato , o state pensando di comprare un sito che ha uno storico non proprio perfetto ma un nome adatto al vostro business, non preoccupatevi: la reinclusione di un sito su google funziona.
La prima cosa da fare è pubblicare il sito sul dominio da reincludere. Analizzare bene il sito, l'impostazione delle pagine, i links, la struttura web e tutte le altre impostazione. Cercate di seguire le linee guida riportate da google nei tools per webmaster.
Quando siete sicuri che il sito rispetta tutte le linee guida potete andare su http://www.google.it/support/webmasters/bin/answer.py?answer=35843 e iniziare la procedura. In un modulo dovrete spiegare il motivo per il quale chiedete la reinclusione e perchè il sito e stato bannato. Siate sinceri. Spiegate per filo e per segno quali sono stati i problemi e cosa è veramente cambiato.
Finita la procedura di reinclusione è il momento dell’attesa paziente e del continuo monitoraggio. Per vedere lo stato del sito basta seguire gli strumenti a disposizione nel centro webmaster di google.
Aspettando che il sito venga reincluso non pubblicate nessun contenuto o se proprio dovete pubblicate solo l’essenziale. Se non volete perder tempo, fate un po’ di marketing, trovate qualche bella collaborazione in grado di portarvi qualche link al sito.
Pianificate bene gli step da seguire dopo la reinclusione in modo che quando avviene siete pronti a partire con il piede giusto. Se avete fatto un cambio di dominio, controllate attentamente se è rimasto in qualche angolo sperduto il vecchio nome. Potete mantenere il traffico del vecchi sito tramite le procedure di redirect sicure e semplici da seguire.
Quando siete stremati dall’attesa e state pensando al peggio il sito verrà reincluso. Quella sarà una gran bella giornata. Dopo i giusti festeggiamenti bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare per creare un buon prodotto e iniziare a fare traffico.
martedì 24 giugno 2008
Il marketing alla portata di tutti.
Marketing letteralmente significa “piazzare sul mercato”. Diverse sono le definizioni possibili che gli vengono attribuite. Ne riporto di seguito due:
Russell Winer: « Marketing: l'insieme delle attività che mirano a influenzare una scelta del consumatore o cliente. »
William Pride e O.C. Ferrel « Marketing: processo di produzione, promozione, distribuzione (punto vendita) e prezzaggio di beni, servizi o idee al fine di porre relazione soddisfacenti con il cliente in un ambiente dinamico. »
Ogni giorno ci capita di fare marketing in operazioni banali. Molto più frequentemente ci capita di subire il marketing fatto da aziende o da altre persone. Il marketing lo troviamo nelle pubblicità per strada, nella scelta del ristorante, tra i tanti prodotti nelle corsie del supermercato. Spesso subiamo il marketing delle aziende, inermi, senza accorgercene.
Con internet il marketing è cambiato. Grazie al web ci sono numerosi nuovi modi per fare marketing. Tutto è più facile e può essere, salvo alcune eccezioni, alla portata di tutti.
Fare una ricerca di mercato, capire la miglior politica di prezzo o promuovere prodotti e servizi sono operazioni che possono fare tutte le persone dotate di un filo di logica.
Gran parte di quello che noi facciamo nel mondo offline ha una traccia nitida sul web. E’ semplice capire quale è il profumo più cercato, o il cellulare più acquistato basta vedere la percentuale di ricerche che due o più prodotti hanno generato nei motori di ricerca. Moltissime persone prima di acquistare offline cercano su internet. Possiamo sapere anche quali sono i pregi o i difetti di due cellulari a confronto grazie alle numerose recensioni lasciate dagli utenti. Facendo una ricerca veloce si riesce a capire il prezzo più alto e quello più basso di un frigo o di un televisore.
Oggi un ristoratore smaliziato con una buona dose di conoscenza del web riuscirebbe ad incrementare notevolmente il fatturato del suo ristorante (ovviamente alla base ci deve essere un buon ristorante). Se una famiglia con casa in Sardegna vuole affittare il proprio appartamento per due mesi estivi, grazie ad internet, riuscirebbe a farlo molto più agevolmente. Serve sicuramente un po’ di tempo e una discreta conoscenza di internet.
Con internet il marketing è alla portata di tutti. Conoscere internet è fondamentale per il business e non solo.
sabato 14 giugno 2008
Profilare il curriculum per l’azienda.
Il 2008 è iniziato all’insegna dei colloqui. Prima un programmatore, poi un responsabile seo, poi un account editoriale e ancora un responsabile editoriale e comunicazione. Queste sono le figure che abbiamo cercato per Paesionline nei primi mesi del 2008. Per reperire i curriculum abbiamo pubblicato vari annunci online e offline, usato liste e data base e consultato community come linkedin.
Come di consueto sono arrivate valanghe di curriculum di ogni genere. Leggendo i vari profili sono emersi i cv attinenti all’annuncio, i cv non attinenti e quelli in mezzo (per limitare la cosa a tre blocchi). Anche se conosco poco il “recruitment” e tutte la materia collegata e non sono molto ferrato nella stesura di un curriculum vitae ho capito nella mia limitata esperienza una cosa importante: se ad un candidato interessa l’annuncio di lavoro dovrebbe profilare il suo curriculum per l’azienda a cui lo manda.
Sicuramente per una persona che cerca lavoro profilare il proprio cv per ogni azienda è un’attività abbastanza impegnativa. Magari è opportuno farlo solo per alcune, per quelle più ambite. Ma se si vuole puntare ad avere un colloquio e far valere le proprie competenze a pieno può risultare decisivo. Di base ci deve essere la preparazione. Si deve avere comunque un buon bagaglio culturale, professionale e in alcuni casi esperienza per dare sostanza al curriculum. Ma alla fine serve un pizzico di creatività per rendere un cv accattivante per una determinata azienda.
Faccio un esempio. Due aziende cercano la stessa figura: un responsabile editoriale per la gestione dei loro siti web. L’azienda A lavora nel campo sportivo, l’azienda B in quello turistico.
Un giornalista che potenzialmente può ricoprire quel ruolo, in genere, prende il suo cv e lo spedisce ad entrambe le aziende. Ma se quella posizione è veramente interessante e le due aziende sono ambite e solide è opportuno aprire il curriculum e profilarlo per entrambe. Come farlo? Tutta questione di creatività e logica. Intanto considerare il settore. Per una azienda che produce informazione turistica può essere importante che il candidato abbia viaggiato molto. Quindi ampio spazio hai viaggi. Nell’altro caso può dare un peso maggiore al cv avere dei trascorsi sportivi. Nei paragrafi esperienze lavorative o formazione si possono marcare o approfondire maggiormente dettagli che possono interessare l’azienda: corsi di lingua se sono multinazionali, conoscenze tecniche di internet o esperienze lavorative molto attinenti all’annuncio. Può essere utile inserire partecipazione a forum, community o blog che parlano di turismo o di sport.
Bisogna analizzare l’azienda, capire cosa fa e intuire quello che cerca. Quindi essere in grado di far emergere il profilo giusto dal nostro cv.
In questo modo il colloquio è quasi assicurato.
Ho voluto scrivere questo post perché spesso mi sono accorto che persone con un curriculm molto scarno e superficiale si sono rivelate molto interessanti e profilate nei colloqui. Quelle persone solo per pochi punti sono rientrati nella “cartella colloqui”.
lunedì 9 giugno 2008
Blackberry e roaming internazionale.
Avere un blackberry con contratto di traffico aziendale può essere vantaggioso ma bisogna stare attenti ad alcune circostanze. Alcuni tipi di
contratto prevedono una tariffa che include le telefonate, i messaggi e il traffico fatto nel territorio nazionale. Se con lo stesso telefono e lo stesso contratto si fanno chiamate o si genera traffico internet (connessione a siti web o invio e ricezione di posta elettronica) in una città europea come Madrid ci sono dei pesanti costi aggiuntivi. Fino a qui la cosa è semplice e ben nota e i costi anche se abbastanza alti sono abbordabili.
Una cosa che forse è poco nota è il traffico inesistente che il blackberry genera e che Tim si fa pagare a caro prezzo. Il blackberry è uno Smartphone utilissimo per scaricare la posta elettronica sul telefonino. Questo tipo di telefono ogni 15 minuti si collega ad internet per verificare la presenza su un determinato server di messaggi di posta elettronica. Anche se l’utente che usa il telefono non ha abilitato la casella di posta sul telefono (per farlo ce una procedura da seguire) in automatico ogni 15 minuti avviene una connessione al server. Anche in questo caso finché si è dentro una determinata fascia territoriale (Fascia Euro) le connessioni rientrano nel pacchetto contrattuale. Uscendo dal territorio europeo e usando il telefono per esempio a New York bisogna assolutamente disabilitare la funzionalità roaming del telefono.
Lasciando connettere il telefono ogni 15 minuti su linee internazionale (con il roaming attivo) si possono spendere settimanalmente anche 3000 euro.
Se avete un blackbarry prima di uscire dall’Italia controllate bene sia i piani tariffari sia il tipo di contratto.
venerdì 30 maggio 2008
Il comunicato stampa nell’era di internet.
Il comunicato stampa nasce nel 1906 quando Ivy Lee lo uso la prima volta per comunicare ai giornalisti un grave incidente ferroviario. Ormai sono passati più di cento anni e nonostante qualcuno pensava alla sua morte il comunicato stampa trova invece nuova linfa con internet e il web 2.0. Con internet infatti divulgare un comunicato stampa è più facile e permette di rivolgersi ad un pubblico molto più vasto. Il numero di comunicati che un’azienda rilascia oggi sono molto più numerosi che in passato, quando i canali di distribuzione erano limitati. Oggi è possibile fare comunicati stampa profilati e rivolti a nicchie di clienti specifiche. E’ agevole trovare il canale di distribuzione per andare dritto verso l’obbiettivo.
Nel settimo volume di “Saper Scrivere” c’è un capitolo interessante dedicato al comunicato stampa scritto da Luisa Carrada. In uno dei paragrafi è riportato come è cambiato il mondo dei comunicati stampa nell’era del web. Elenco velocemente un riassunto:
1) Non bisogna aspettare la grande notizia per scrivere un comunicato. Con internet il pubblico e gli utenti interessati sanno come arrivare alle notizie e sono spesso abbonati ai canali a loro utili.
2) Il comunicato oggi può essere rivolto direttamente al cliente e non soltanto alla schiera dei giornalisti.
3) Bisogna scrivere considerando i motori di ricerca. Se gli utenti cercano “bandiere blu 2008” troveranno il comunicato redatto dall’azienda che è stata più scaltra a scriverlo.
4) E’ intelligente inserire nel testo qualche links alla pagina web del servizio che si sta lanciando o a pagine di approfondimenti.
5) Bisogna scrivere con considerando l’impostazione del web. Vanno usati grassetti e periodi brevi, tenendo in considerazione l’importanza del titolo.
6) Quando possibile è bene allegare al comunicato informazioni di contorno: foto, links di approfondimento, presentazioni in pdf e video. In questo modo è più facile conquistare un giornalista o il lo stesso cliente.
7) Il comunicato va inviato alle redazioni classiche ma anche a siti web di settore e a blogger credibili. Può essere più fruttifero uno spazio su un blog che su una testata importante.
Sono veramente sette punti da tenere in considerazione.
giovedì 29 maggio 2008
Forza Azzurri
Quest’anno ci presentiamo agli europei di calcio come campioni nel mondo. Ai mondiali del 2006 eravamo in pieno scandalo calcistico e non è stato facile esordire
e giocare il mondiale con il clima che circondava la nazionale. Tra gli ingredienti che hanno portato l’Italia a vincere in Germania c'è stato a mio avviso l’orgoglio. Tutto il gruppo, i dirigenti, l’allenatore si sono uniti e la vittoria è stata raggiunta con forza, passione e sofferenza.
Non ricordo precisamente quale autorevole giornale internazionale scrisse che se l’Italia vinceva il mondiale ne avrebbe risentito l’andamento economico nazionale con una conseguente crescita del pil. Non so se questo si è verificato. So che la finale ha registrato uno share dell’84% nelle reti tradizionali a cui vanno aggiunti i milioni di sportivi in piazza e quelli collegati con sky.
Ricordo la festa nelle strade di Roma la sera che abbiamo vinto la finale e l’entusiasmo dei giorni dopo. Sono convinto che quella vittoria ha portato un’ondata di entusiasmo. Abbiamo avuto la nostra rivincita con i cugini francesi e fatto capire che ci sappiamo rialzare dopo le cadute.
Andiamoci a giocare gli europei con la grinta dei mondiali. Gli azzurri possono aiutare a riscattare ancora una volta l’Italia dopo il disastro della immondizia e la crisi economica.
Forza Azzurri.
lunedì 19 maggio 2008
L'effetto levità, perché è conveniente essere allegri.
Recenti ricerche effettuate da Adrian Gostick e Scott Christopher pubblicate nel libro dal titolo “The Levity Effect. Why it pays to lighten Up” mandano in soffitta vecchie teorie sulla organizzazione del lavoro pesanti e ormai obsolete. Infatti si attesta che buonumore, giocosità, ricreazione e divertimento aiutano la creatività e fanno guadagnare.
La nuova frontiera del lavoro dettata da economisti e manager guarda alla leggerezza come nuova spinta verso il profitto. Quando ho letto la notizia ho pensato subito a quanta ricchezza generano i dipendenti di Google lavorando per un quinto del loro tempo a progetti autonomi senza seguire regole e schemi. Non solo, quando nel 2006 ho visitato la sede Google di Dublino ricordo che era in corso un pigiama party in pieno orario di lavoro e in ogni piano cerano cucine, biliardini, e altri divertenti giochi. Google è una delle aziende a maggior crescita del mondo.
Non nascondo che, quando nella mia piccola azienda noto momenti di ricreazione, o leggerezza un po’ troppo prolungati l'ultima cosa che penso è: e andiamo oggi si produce!. Ma noto che un ambiente di lavoro leggero e divertente aiuta a lavorare bene e che le persone più allegre sono spesso le più creative.
venerdì 16 maggio 2008
Profili sparsi su Internet
Le community, i social network, i blog e altri angoli sparsi nella rete sono pieni di profili lasciati da utenti, con tanto di foto, informazioni personali, amicizie, interessi ed altre interessanti informazioni. Internet diventa sempre più una mega-contenitore dove si trova tutto. Gia da tempo online si può comprare qualsiasi prodotto, trovare tutte le informazioni che ti occorrono, andare in banca e fare pagamenti, cercare servizi e molto ancora. Con il web 2.0 ondine prende spazio l’individuo, pubblicando (chi più chi meno) numerose informazioni su se stesso, divulgando il proprio profilo.
Se cercate una persona, un amico di scuola che non vedete più, una ragazza conosciuta in vacanza di cui non avete più traccia forse la trovate su internet.
I vari facebook, myspace, linkedin, ebay, flicker e molti altri sono ormai zeppi di utenti registrati.
Grazie ad un motore che assomiglia molto ai risultati di ricerca di google è possibile trovare qualsiasi persona abbia un piccolo spazio sul web: http://www.pipl.com/
Io qualcosa ho trovato.
martedì 13 maggio 2008
Running, una scuola di vita.
Ogni sport ha dentro un insegnamento. Qualsiasi sport una persona pratichi riesce sempre, a volte anche inconsapevolmente, a migliorarsi nella vita. Magari smussando lati del proprio carattere, cambiando idea su qualcosa o avendo un stile di vita diverso. Spesso gli sportivi si assomigliano ci sono caratteristiche simili nei pugili, nei calciatori, nei ciclisti e cosi via salvo ovviamente la giusta dose di eccezioni.
Mi ritengo uno sportivo Sono stato prima di tutto un calciatore, senza eccellere troppo, è mi è rimasta quella esigenza di praticare attività fisica sfociata nel nuoto ma soprattutto nel running.
Ho imparato molto dal calcio, un gioco di squadra, di tattica e di intelligenza ho imparato anche dal nuoto ma voglio parlare soprattutto del running uno sport che se praticato con costanza ti rafforza il carattere. Non lo pratico da amatore, non faccio gare, semplicemente corro più volte a settimana nei boschi, intorno allo splendido lago di Castel Gandolfo. Corro da solo o insieme ad altri amici. Quando pratichi running lo fai per un determinato tempo o per un determinato tragitto. Ti fissi un obbiettivo. L’inizio è sempre un po duro poi tutto passa. Non importa se sei da solo o in compagnia devi correre per quel tempo o fino a quel traguardo. Non puoi fermarti, non devi, va superata la fatica, bisogna sudare, non devi pensare al traguardo o a quanto manca. Quando corri sei da solo tu e la strada con le sue curve, le salite e le discese. Qualche volta acceleri un po poi rallenti ma hai sempre una obbiettivo in mente, sai dove devi arrivare.
Spesso quando corro penso a quanto sono simili le sfide della vita ad un percorso che fai correndo. Una salita ripida, la fatica che ti taglia le gambe quando stai per arrivare, la voglia di fermarti a metà corsa quando pensi che la strada è troppo lunga e magari quel giorno non hai birra nelle gambe assomigliano a momenti della vita. Un bravo runner aggredisce la salita, stringe i denti vicino al traguardo e corre più forte quando ha voglia di fermarsi. Proprio come bisognerebbe fare nella vita, nei momenti duri, quando fai un nuovo lavoro, un nuovo esame, nella realizzazione dei progetti, nel conquistare una ragazza, nel combattere un malessere una malattia. La vita come la corsa spesso sono faticose da affrontare ma dopo le fatiche, quando riesci a raggiungere l’obbiettivo ti senti appagato, felice e più forte di prima.
Correte gente e non mollate.
mercoledì 30 aprile 2008
Il manager
Un buon manager risolve i problemi, cerca soluzioni. Trova il tempo per fare tutto, ottimizzando i tempi, analizzando le lavorazioni tagliando le cose inutili.
Il manager deve essere aggiornato sul proprio lavoro e conoscere gli strumenti che utilizza. Deve informarsi sulle cose nuove, studiare il proprio settore, studiare i concorrenti e capire le loro strategie.
Il manager deve conoscere il mercato di riferimento del proprio lavoro. Il manager sbaglia e impara dai propri errori o da quelli degli altri.
I manager devono motivare i propri collaboratori, conoscerli e capire le loro caratteristiche e potenzialità. Un buon manager cerca buoni collaboratori.
Deve saper organizzare il lavoro e le persone, pianificare le cose nel tempo. Il manager deve essere frenetico e calmo a seconda delle esigenze.
Deve essere creativo e organizzato, fare il bene dell’azienda e perseguire gli obbiettivi con precisione e perseveranza. Il manager è l’azienda. Deve capire quali sono le direzioni giuste da percorrere.
Il manager deve lavorare con umiltà utilizzando mano, testa e cuore proprio come gli artisti. Deve essere un lavoratore infaticabile e se serve cantare e portare la croce.
domenica 27 aprile 2008
Ordine dei giornalisti.

Il v2 day ha proposto tre referendum: l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria, e l'eliminazione del Testo Unico sulla radiotelevisione. Sono argomenti sicuramente delicati che possono spaccare l’opinione pubblica. Non conosco bene le modalità dei finanziamenti pubblici ai partiti ne il testo sulla radiotelevisione ma posso esprimere la mia idea sull’ordine dei giornalisti. Un ordine inserito da Mussolini e presente solo in Italia è oggi almeno obsoleto e forse a breve inutile. Non voglio fare un discorso che gira intorno alla liberta di informazione per tutti. Ormai questa liberta ce l’abbiamo grazie ad internet. Si perché oggi l’informazione non è fatta solo dai giornalisti o almeno non completamente. Al di fuori delle testate classiche cartacee e di quelle on line nate dagli stessi editori della carta ci sono una marea di persone laureati, dottori, professionisti, operai, casalinghe, studenti e cosi via che tramite siti, blog, forum, wiki e community scrivono su tutto, condividono idee e opinioni, diffondono informazioni e news: fanno informazione.
Se internet ha introdotto un modo nuovo di fare informazione dando voce a chi senza tesserino difficilmente poteva scrivere basta solo adeguare ai nuovi media la regolamentazione dei giornalisti. Non me ne vogliano le tante persone che con passione sono entrati nell’ordine dei giornalisti.
sabato 26 aprile 2008
Amazing Amsterdam
Amsterdam è comunque un città completa e avanti rispetto a tante altre città e non perchè ci si fa le canne. Non ha a mio avviso la consistenza di Roma, Madrid o Londra ma è molto affascinante. E’ una via di mezzo tra Dublino e Venezia ma con peculiarità proprie e uniche.
Grandi e piccoli Parchi, case di varie colori di cui alcune un po storte. Canali e canaletti tagliano i caseggiati con forme a mezzaluna. Poca pubblicità in giro, ristoranti e locali di varie etnie, riempiono alcune stradine senza schemi precisi dando alla contesto un tocco unico. Alcune parti sono molto simili al East Village di Manhattan. Alcune parti della città, tranquille e silenziose, fanno dimenticare il fracasso dei quartieri centrali.
Una città da girare in bici, lentamente, suonando il campanello attaccato al manubrio quando un pedone entra nella pista ciclabile che subito esclama: Sorry… ed è automatico You are welcome.
Guardando in giro tra le case, passando da un piccolo ponte all’altro ti sembra di accarezzare la città, di trattarla bene e di essere in armonia con lei. Ma anche qui ci sono moto e macchine a infastidirla: ma è normale.
Incredibile Amsterdam.
venerdì 25 aprile 2008
Start Blog
La mia avventura nella blogosfera inizia adesso. Non sono un profano dell'argomento ma non ho mai avuto un blog personale dove postare le mie idee. Conosco internet, ci lavoro full immersion dal 2000 e ho sempre difeso il suo sviluppo in qualsiasi direzione (ragionevole) si espandesse. Ho visto nascere e crescere il web 2.0 che a mio avviso non è un nuovo web ma una nuova parte del web che si affianca al vecchio e a quello che verrà. Potrei elencare tutte le mie considerazioni su internet e del web 2.0 ma sono sicuro che una parte di esse sarebbero luoghi comuni detti e ridetti l'altra parte sarebbero sempre luoghi comuni ma detti dai fighetti del web, dai guru o dai pane e internet che girano. Mi limito a dire forse la cosa più banale: Internet, la rivoluzione informatica e tecnologica degli ultimi anni ha reso le persone estremamente più libere e ha diffuso il sapere e la conoscenza a tutti. Una Figata. Altro che rivoluzione industriale.


